Per impegnarsi in un’adeguata ricerca attiva del lavoro, occorre tenere ben a mente quali sono i concetti chiave.

Orientamento

L’orientamento è un processo volto a facilitare la conoscenza di sé, del contesto formativo, occupazionale, sociale, culturale ed economico di riferimento, delle strategie messe in atto per relazionarsi ed interagire con tali realtà, al fine di favorire la maturazione e lo sviluppo delle competenze necessarie per poter definire o ridefinire autonomamente obiettivi personali e professionali aderenti al contesto, elaborare o rielaborare un progetto di vita e di sostenere le scelte relative. 

Uno degli obiettivi preliminari di una persona che vuole orientarsi nel mercato del lavoro è conoscere se stesso, le capacità acquisite nelle diverse esperienze realizzate, delle proprie risorse, dei propri punti di forza e di debolezza, informazioni utili per pianificare un proprio progetto professionale e promuoversi efficacemente nel mercato del lavoro.

Competenza

La competenza è l’applicazione pratica di una conoscenza, una risorsa interna e individuale che permette di agire correttamente in un compito o in una determinata situazione; la competenza è dunque un saper agire. Un soggetto che non possiede competenze specifiche e/o che non è consapevole di possederle cercherà un “lavoro qualsiasi” e avrà una concorrenza molto elevata. Al contrario, uno specialista in un determinato settore professionale, in possesso di competenze specifiche, cercherà un lavoro in coerenza con le sue capacità e, in questo caso, la concorrenza sarà minore a seconda del livello di specializzazione. Esistono tre tipologie di competenze:

  • competenze di base: ovvero le conoscenze minime che permettono di accedere a qualsiasi contesto lavorativo perché non sono legate a un settore professionale e a un ruolo lavorativo specifici come, per esempio, la padronanza della lingua inglese o l’uso degli strumenti informatici; sono competenze che qualsiasi persona deve possedere in quanto essenziali per la cittadinanza attiva;
  • competenze tecnico professionali: ovvero saperi e tecniche che consentono di operare in ambiti professionali ben individuabili. Rientrano in questa tipologia tutte le conoscenze che, nell’insieme, costituiscono una professione specifica. Esse rappresentano il tuo know how, ovvero “sapere come”, quella cassetta degli attrezzi fondamentale per svolgere una determinata professione;
  • competenze trasversali: anche chiamate soft skills, sono abilità che si apprendono e si sviluppano in contesti formali, non formali e informali, dunque in qualsiasi contesto di vita e sono altrettanto spendibili in ogni situazione. Questo tipo di competenze non possono assolutamente mancare nella cassetta di un professionista competente in quanto rappresentano il suo valore aggiunto! Vengono descritte di seguito.
Competenze di efficacia personale

Consapevolezza emotiva: essere in sintonia con la propria interiorità ed essere capaci di valutare l’impatto dei sentimenti sulle proprie azioni e performance lavorative;

Fiducia in se stessi: è la consapevolezza del proprio valore, delle proprie capacità e delle proprie idee al di là delle opinioni degli altri.

Orientamento al risultato: porsi un alto standard qualitativo per cercare di migliorare costantemente i propri risultati;

Adattabilità: saper gestire esigenze diverse senza distrarsi o dispendere energie, adeguarsi in modo flessibile a nuove sfide e cambiamenti;

Autocontrollo: essere in grado di dominare le emozioni, gli impulsi, anche in situazioni di stress o cariche di emotività;

Autoefficacia: porre fiducia nelle proprie capacità di organizzare e realizzare il corso di azioni necessarie a gestire adeguatamente le situazioni che si incontreranno in modo da raggiungere i risultati prefissati.

Competenze Relazionali

Empatia: saper entrare in sintonia con gli altri percependo le loro emozioni;

Ascolto attivo: saper ascoltare con attenzione e vedere le cose dal punto di vista dell’interlocutore;

Persuasione: sapersi rivolgere a un interlocutore in modo persuasivo e convincente, procurandosi sostegno e adesione;

Lavorare in gruppo: saper essere rispettosi e collaborativi nei confronti del gruppo; indurre gli altri membri ad impegnarsi attivamente con entusiasmo nella causa comune;

Comunicare: è la capacità di trasmettere e condividere in modo chiaro e sintetico idee ed informazioni con tutti i propri interlocutori, di ascoltarli e di confrontarsi con loro efficacemente.

Competenze cognitive

Raccolta ed elaborazione delle informazioni: abilità nell’acquisire, organizzare e riformulare efficacemente dati e conoscenze provenienti da fonti diverse, verso un obiettivo definito;

Analisi e sintesi: capacità di approcciare i problemi, secondo un percorso logico, individuando le relazioni e i nessi causali tra tutti i dati a disposizione coniugata alla capacità di cogliere intuitivamente i dati più significativi e le relazioni più rilevanti di un problema e di proporre con rapidità una soluzione;

Problem solving: è un approccio al lavoro che, identificandone le priorità e le criticità, permette di individuare le possibili migliori soluzioni ai problemi;

Decison making: abilità nel prendere delle decisioni. Nello specifico, si tratta di saper scegliere la soluzione migliore tra due o più alternative possibili.

Competenze organizzative gestionali

Capacità di pianificare ed organizzare: è la capacità di realizzare idee, identificando obiettivi e priorità e, tenendo conto del tempo a disposizione, pianificarne il processo, organizzandone le risorse;

Leadership: saper guidare gli altri coinvolgendoli e ispirandoli attraverso una visione avvincente e facendo emergere i loro aspetti migliori;

Spirito di iniziativa: è la capacità di sviluppare idee e saperle organizzare in progetti per i quali si persegue la realizzazione, correndo anche rischi per riuscirci;

Precisione/Attenzione ai dettagli: è l’attitudine ad essere accurati, diligenti ed attenti a ciò che si fa, curandone i particolari ed i dettagli verso il risultato finale.

Occupabilità

Il termine fa riferimento alla combinazione dei fattori che consentono alle persone di prepararsi al mondo del lavoro, di trovare un’occupazione, ma soprattutto di fare progressi/cambiamenti nella propria carriera e mantenersi occupabili per tutta la vita. L’occupabilità di un individuo dipende:

  • dalle sue attitudini personali;
  • dalle sue conoscenze e competenze;
  • dal modo in cui queste vengono presentate sul mercato del lavoro;
  • dal contesto ambientale, sociale ed economico
  • dalla capacità di attivazione del soggetto.
Selfplacement

Con il termine Selfplacement (placement = posizionamento, collocamento nel mercato del lavoro) si fa riferimento alla capacità di saper gestire e organizzare la professionalità di cui si è portatori, il che non implica solamente auto-promuoversi, ma avere una buona conoscenza di sé finalizzata ad una buona comunicazione dell’immagine di sé. Le modalità narrative appaiono le forme più adeguate a stimolare processi di esplorazione di sé, dei propri desideri e competenze. Raccontarsi per il mondo del lavoro vuol dire condividere il nostro sé e le nostre storie, parlare di chi e che cosa noi siamo, di cosa è accaduto e del perché facciamo quel che stiamo facendo.