stratta di mano fra candidato e valutatore nel momento del primo incontro

Il colloquio di selezione è lo strumento attraverso cui il selezionatore cerca di capire se il candidato possiede le caratteristiche e le capacità in linea con il profilo richiesto dall’organizzazione lavorativa e il candidato verifica se quel ruolo si adatta alle sue reali esigenze. L’obiettivo è far emergere se esistono o meno le condizioni, di reciproca convenienza, necessarie a stabilire un rapporto di lavoro, pertanto le caratteristiche e la mission del candidato devono essere in linea con la cultura, la mission e la vision dell'organizzazione del lavoro.

È fondamentale prepararsi ad un colloquio di selezione al fine di sapersi promuovere in maniera efficace, mettendo in risalto le competenze acquisite nelle proprie esperienze (formative, professionale ed extra-professionali). Un iter di selezione può prevedere più colloqui individuali e prove di gruppo.

Il colloquio individuale

Lo strumento di valutazione più utilizzato dalle aziende è il colloquio di lavoro individuale. Al fine di promuoversi in maniera efficace è necessario tenere a mente 10 regole:

 

  1. Rispettare l’orario prestabilito del colloquio, è fondamentale arrivare in orario.
  2. È necessario vestirsi bene ma non è necessario indossare abiti eccessivamente eleganti o stravaganti.
  3. Rileggere analiticamente il proprio CV e prepararsi a commentarlo in maniera adeguata insieme al selezionatore.
  4. Prepararsi a rispondere alle domande più ricorrenti che caratterizzano un colloquio individuale. 
  5. Prepararsi a dimostrare le proprie conoscenze e competenze acquisite anche mediante esempi o prove.
  6. Far emergere perché si è interessato al ruolo, all’azienda e all’opportunità proposta.
  7. Non parlare male di ex colleghi e datori di lavoro.
  8. Raccogliere informazioni sull’impresa attraverso il sito aziendale, i social network o contattando direttamente persone che lavorano presso l'impresa.
  9. Prepararsi alcune domande da porre al selezionatore per meglio comprendere la mission, l'organizzazione del lavoro, la formazione, i successivi step di selezione.
  10. Preparare la documentazione a supporto del CV (attestati, certificazioni, referenze, ecc.), soprattutto se esplicitamente richiesta nell'annuncio di lavoro. 

 

Normalmente il colloquio di lavoro inizia con una domanda definita di "rottura del ghiaccio" che serve per abbassare lo stato di tensione o eccessiva emotività che potrebbe presentare il candidato e che andrebbe ad inficiare il processo di conoscenza: non si tratta di una domanda "tecnica" piuttosto può riguardare il viaggio effettuato dal candidato per raggiungere la sede dell'azienda, hobby o sport in comune descritti nel CV, altre passioni in comune osservate sui social. 

Quando entrate nella stanza del selezionatore attendete che sia il selezionatore a stringervi la mano e a farvi accomodare; guardatevi intorno, osservate l'arredamento, eventuali trofei, quadri e foto appese e altri particolari che potrebbero mostrare passioni in comune; non invadete con borse, pc portatile o abiti lo spazio di lavoro del selezionatore e soprattutto durante il colloquio non toccate o prendete in mano penne o oggetti presenti sulla sua scrivania (per scaricare la tensione accumulata).

È bene tenere a mente che ogni domanda successiva alla "rottura del ghiaccio" mira a raccogliere informazioni utili per comprendere meglio le vostre caratteristiche, esperienze, competenze, progettualità. In questa prospettiva può essere utile prepararsi a rispondere a quelle che sono alcune delle “domande standard” poste dal selezionatore, ovvero:

 

  • Mi parli di lei/Si presenti.
  • Cosa si aspetta dal suo futuro? Quali sono i suoi progetti futuri?
  • Quali sono i suoi personali punti di forza e le sue aree di miglioramento? 
  • Per quale motivo desidera cambiare contesto di lavoro?
  • Come mai si sono conclusi i precedenti lavori?
  • Quali sono state le sue principali sconfitte o fallimenti? Come le ha interpretate?
  • Quali sono stati i suoi più importanti successi?
  • Che cosa ha appreso durante questo stage? Per quale motivo dovremmo confermarla?
  • Perché ha scelto questa formazione universitaria? 
  • Perché ha scelto di candidarsi per questa professione?
  • Qual è il suo sogno professionale?
  • Come si vede tra 5/10 anni?
  • Cosa l'ha spinta a rispondere al nostro annuncio?

 

Una volta sostenuto il colloquio è utile avviare una riflessione, così da poter valutare quali aspetti poter migliorare in futuro. È importante non aspettare l’esito del colloquio per proseguire nella ricerca attiva del lavoro, che piuttosto deve configurarsi come un’attività continua, nonché prepararsi a gestire un’eventuale trattativa relativa a forme contrattuali, condizioni di lavoro e retribuzione nel caso in cui il colloquio di selezione abbia avuto un esito positivo.

Il colloquio di gruppo (o intervista di gruppo)
gruppo di candidati attorno al tavolo si presentano fra loro

L'azienda al fine di valutare il potenziale dei candidati tende ad adottare un tipo di selezione definita comunemente "di gruppo" (o intervista di gruppo). Questa modalità ha la finalità di osservare i comportamenti e le reazioni dei candidati in una dimensione gruppale ed in specifiche situazioni per confrontarli con quelli richiesti dalla posizione lavorativa.

Quasi sempre le prove di gruppo si svolgono in una modalità circle time, facendo accomodare i candidati in modo circolare o attorno ad un tavolo in modo da favorire l'interazione, cercando di far emergere soprattutto le competenze trasversali quali ad esempio: il teamworking, la leadership, la capacità di persuasione, l’abilità di comunicare e relazionarsi con gli altri, la capacità di ascoltare, di mediare, di negoziare, di saper gestire il conflitto socio-cognitivo, problem solving e decision making, la flessibilità al cambiamento, la determinazione. 

Nella maggior parte dei casi al gruppo viene chiesto di leggere, analizzare e quindi discutere un "caso", facilmente comprensione e in grado di favorire la partecipazione di tutti, che al tempo stesso può rappresentare una situazione simulata di una problematica aziendale. In questa fase il selezionatore non si sofferma tanto sulla valutazione delle competenze tecniche bensì è interessato soprattutto ad osservare ed analizzare l’atteggiamento con cui il candidato nella relazione con il gruppo  esprime la propria opinione (assertivo, competitivo, insicuro, timido, preoccupato ecc.) e le modalità in cui ciò avviene (autorevolezza, aggressività, collaborazione, mediazione, ecc. ), senza valutare il grado di padronanza degli argomenti da parte dello stesso candidato, i quali possono essere di vario tipo (fatti di cronaca, storie di fantasia, problemi aziendali, ecc.). 

Generalmente, si può affermare che in una dinamica di selezione di gruppo, risulta vincente il candidato che dimostra di essere soprattutto assertivo e collaborativo, cioè è colui che:

  • esprime con proprietà e chiarezza la propria opinione, tenendo conto anche della reazione degli interlocutori;
  • ha consapevolezza di sé;
  • sa comunicare, sa ascoltare e farsi ascoltare;
  • sa mediare e sintetizzare e ricercare soluzioni condivise e spinge gli altri a partecipare e a proporre altre possibili soluzioni.

Al contrario, le possibilità di essere presi in considerazione scendono se:

  • si rimane passivi, silenziosi, assenti, standosene in disparte (magari anche per timidezza)
  • si interagisce in modo aggressivo con i membri dello stesso;
  • si mostra sfiducia nelle decisioni del gruppo o cercando di "imporre" la propria visione;
  • si prova ad essere protagonisti di interventi verbali caotici, privi di ordine logico.